<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7836581199307703772</id><updated>2012-01-27T15:51:06.960+01:00</updated><category term='I problemi della politica'/><title type='text'>L'informatore politico</title><subtitle type='html'>"Dall'osservazione dell'irriducibilità delle credenze ultime ho tratto la più grande lezione della mia vita. Ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare. E poiché sono in vena di confessioni, ne faccio ancora una, forse superflua: detesto i fanatici con tutta l'anima." (Norberto Bobbio)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pasquale-rosanova.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pasquale-rosanova.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Pasquale Rosanova</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14652066027361984823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_w5fS9-B1bes/STJu_IAncwI/AAAAAAAACZc/fG_ishTS09g/S220/Battesimo+029.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>3</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7836581199307703772.post-3439055036997355648</id><published>2012-01-27T15:50:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T15:50:43.447+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I problemi della politica'/><title type='text'>Il rischio della democrazia</title><content type='html'>&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Roberto Esposito&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La mia sensazione è che, viceversa, bisogna tentare di recuperare la connessione interna che in qualche modo stringe la democrazia a quello che essa ritiene essere il suo opposto, cioè al totalitarismo. In che senso? Nel senso comune, infatti, diciamo che la democrazia è l'opposto del totalitarismo, che il totalitarismo è l'altro dalla democrazia. Ora, la mia sensazione è che non si debba costruire in questo modo, cioè nel senso di un'opposizione radicale, democrazia e totalitarismo, perché il totalitarismo è un rischio che non assale la democrazia sempre e solo dall'esterno, ma a volte sta dentro la stessa democrazia. Cioè è, come dire, il rovescio ma non l'opposto della democrazia, è, in qualche modo, un rischio, un pericolo che la minaccia dall'interno. Del resto lo stesso Platone, anche se non bisogna confondere la democrazia antica, la democrazia greca con la nostra democrazia moderna, diceva che la democrazia nasce dalla tirannide, e che a volte la tirannide stessa nasce dal di dentro della democrazia. E anche Montesquieu diceva: attenzione che la tirannide a volte nasce dal fatto che c'è troppo poca uguaglianza, ma altre volte nasce anche da un eccesso di uguaglianza. Per non parlare di Tocqueville, che usa proprio l'espressione "dispotismo democratico" volendo alludere, appunto, a qualche cosa, a un rischio, a un pericolo che insidia la democrazia dal suo stesso interno. Allora qual è questo rischio interno alla stessa democrazia? Io, direi, si tratta di questo: il rischio che in qualche modo minaccia di rovesciare la democrazia nel suo opposto totalitario, è proprio la pretesa della democrazia di incarnare un valore assoluto, la pretesa di poter arrivare a compimento, di rendere l'uguaglianza assoluta, e, dunque di sopprimere la differenza, diciamo, tra gli individui, tra i poteri, tra potere e sapere. Questa tendenza, per esempio, c'è, in qualche modo, sia in Rousseau che in Marx. Rousseau dice: una vera democrazia è quella che rende la comunità perfettamente compiuta, che identifica a se stessa la comunità: si deve realizzare la volontà generale, il fatto che non ci sia più differenza tra le varie volontà, tra i vari bisogni, tra le varie esigenze dei cittadini, e che tutti quanti convergano in quest`unica comunità perfetta e totale, e dunque democratica. In realtà, se questo avvenisse, se venisse meno ogni distinzione, ogni differenza non solo tra i vari poteri, per esempio tra potere esecutivo, potere legislativo e potere giudiziario, ma anche tra i singoli individui: si andrebbe a una forma di democrazia talmente perfetta e compiuta che, in qualche modo, finirebbe per rovesciarsi nel suo opposto per essere una forma di totalitarismo. E in qualche modo Rousseau stesso è consapevole di questa contraddizione perché dice: questa democrazia di cui parlo è possibile solo in una società di dei,ma non in una società di uomini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un'osservazione a margine può essere quella che non si deve eccedere neanche nel senso opposto: certo, non si può chiedere troppo alla democrazia, ma non bisogna neanche chiedere troppo poco, naturalmente. Non bisogna abbassare troppo la richiesta altrimenti si rischia un depotenziamento della politica, e questo non sarebbe capito dalla gente, che fa giustamente delle richieste importanti alla democrazia. La democrazia, cioè, non deve essere intesa come una pura e semplice tecnica, deve in qualche modo tendere a tenere dentro di sé dei valori e dei valori universali, il diritto naturale* ecc.. Ma, senza mitizzare questi valori, senza farli diventare un mito impossibile, deve sempre, diciamo, tenere realisticamente conto delle sue possibilità effettive.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;       &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;img src="http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&amp;amp;rnd=1327675751089&amp;amp;cid=it_rainet-it_0&amp;amp;ref=http%3A//www.emsf.rai.it/aforismi/afo_tema.asp&amp;amp;sr=sr1280x1024:cd24:lgit-IT:jey:cky:tz1:ctna:hpna" width="1" height="1" /&gt;        &lt;a name="links"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;hr style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; height: 1px;" width="99%"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=513"&gt;Biografia di Roberto Esposito&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp?d=521"&gt;Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Aforismi dello stesso autore&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=40"&gt;L'impolitico&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=70"&gt;I limiti della democrazia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=380"&gt;Politico e impolitico&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=382"&gt;I conflitti della politica&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=386"&gt;L'etica della responsabilità&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7836581199307703772-3439055036997355648?l=pasquale-rosanova.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default/3439055036997355648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default/3439055036997355648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pasquale-rosanova.blogspot.com/2012/01/il-rischio-della-democrazia.html' title='Il rischio della democrazia'/><author><name>Pasquale Rosanova</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14652066027361984823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_w5fS9-B1bes/STJu_IAncwI/AAAAAAAACZc/fG_ishTS09g/S220/Battesimo+029.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7836581199307703772.post-6645020203539114694</id><published>2012-01-26T11:27:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T11:28:13.079+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I problemi della politica'/><title type='text'>Politico e impolitico</title><content type='html'>&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Roberto Esposito&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Io preferisco chiamare l'impolitico più che una categoria, diciamo, una prospettiva, una modalità di sguardo, un modo di guardare alla politica; e non la chiamo categoria perché categoria già dà l'idea di qualche cosa di compiuto, di definito, di un concetto, diciamo. Mentre si tratta, in questo caso, appunto più di una tonalità, di una modalità di sguardo. E poi è difficile definire l'impolitico perché in qualche modo esso prende corpo proprio in opposizione alla categoria di rappresentazione&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La rappresentazione è stata la grande categoria della politica; la politica ha sempre avuto bisogno di rappresentazione, di rappresentanza. C'è questo grande filosofo e politologo tedesco, Carl Schmitt, che dice: nel nostro tempo (si tratta di un saggio degli anni venti) in fondo il monopolio della politica è ormai tenuto solamente dalla chiesa cattolica, perché solamente la chiesa cattolica romana possiede questa potenza della rappresentazione, cioè questa capacità di legare sempre il fatto politico, la decisione politica all'idea, il diritto alla giustizia, il bene al potere. Ecco, se dovessi dire in negativo a cosa allude l'idea di impolitico, direi proprio questo: che tenta di interrompere questo circuito, questa connessione tra bene e potere tipica della tradizione della filosofia politica. Cioè tenta di, in qualche modo, identificare la realtà della politica, il fatto della politica, nella sua dimensione realistica di fattualità, di effettualità, senza legittimarla in valore, senza stabilire un rapporto teologico-politico tra il conflitto politico (in fondo la politica ha al suo fondo sempre un conflitto di potere per il potere, anche se rivolto a fin di bene).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ecco, l'impolitico, in qualche modo, determina, confina la politica nel suo elemento realistico di puro fatto, di semplice fatto, diciamo così; e quindi sfugge al corto circuito teologico-politico che tende invece a definire questo fatto come valore, a valorizzare il fatto della politica. Naturalmente ciò non vuol dire che la prospettiva dell'impolitico, identificando la politica nel suo elemento fattuale, perda ogni riferimento a una alterità; solo che considera questa alterità (il bene, la giustizia, il valore) come qualche cosa di indicibile politicamente. E questo è un riferimento che non può essere rovesciato in positivo per non cadere in una forma di autolegittimazione, di ideologia, di idolatria, si può dire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Quindi l'impolitico, in definitiva, non contrappone alla politica un'altra realtà, ma semplicemente identifica la realtà della politica per quello che è, senza farne l'apologia; cioè mantiene un atteggiamento, come dire, di riserva mentale rispetto a un'ipotesi di valorizzazione, di apologia della politica. Si pensi, per esempio, a come funziona la macchina legittimante della modernità; ecco, funziona in questo modo: definendo per ogni concetto un'opposizione che pone in un polo tutto il bene e in un polo tutto il male, in un polo tutto il positivo e in un polo tutto il negativo. Si pensi per esempio alla democrazia contrapposta al totalitarismo, al &lt;i&gt;lògos&lt;/i&gt; contrapposto al mito, all'Occidente contrapposto all'Oriente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ecco, l'impegno dell'impolitico è quello di demistificare, di sfondare, di criticare questo atteggiamento autolegittimante della modernità che dice: "&lt;i&gt;io, con le mie categorie, sono il valore&lt;/i&gt;", contrapponendosi a un disvalore che essa stessa, in qualche modo, costituisce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;       &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;img src="http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&amp;amp;rnd=1327573623786&amp;amp;cid=it_rainet-it_0&amp;amp;ref=http%3A//www.emsf.rai.it/aforismi/afo_tema.asp&amp;amp;sr=sr1280x1024:cd24:lgit-IT:jey:cky:tz1:ctna:hpna" width="1" height="1" /&gt;        &lt;a name="links"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;hr style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; height: 1px;" width="99%"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=513"&gt;Biografia di Roberto Esposito&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp?d=521"&gt;Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Aforismi dello stesso autore&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=40"&gt;L'impolitico&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=70"&gt;I limiti della democrazia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=381"&gt;Il rischio della democrazia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=382"&gt;I conflitti della politica&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=386"&gt;L'etica della responsabilità&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7836581199307703772-6645020203539114694?l=pasquale-rosanova.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default/6645020203539114694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default/6645020203539114694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pasquale-rosanova.blogspot.com/2012/01/politico-e-impolitico.html' title='Politico e impolitico'/><author><name>Pasquale Rosanova</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14652066027361984823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_w5fS9-B1bes/STJu_IAncwI/AAAAAAAACZc/fG_ishTS09g/S220/Battesimo+029.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7836581199307703772.post-5582999315031269523</id><published>2012-01-24T09:04:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T09:05:45.094+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I problemi della politica'/><title type='text'>Helvétius e la rivoluzione</title><content type='html'>&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Olivier Bloch&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Helvétius certo era un avversario radicale della religione (e in particolare, della religione dominante in Francia) come dimostra esplicitamente la sua opera &lt;i&gt;Sull'uomo&lt;/i&gt;, destinata ad essere pubblicata postuma. Era un materialista, ma questo materialismo in Helvétius dobbiamo tuttavia leggerlo tra le righe, non è esplicito. Il suo stile, bisogna ammetterlo, è molto letterario. Sapendo che Helvétius appartiene alla corrente materialista, considerando questo titolo (&lt;i&gt;Dello Spirito&lt;/i&gt;) ci si potrebbe aspettare che si tratti di una dimostrazione del carattere materiale dello spirito, del carattere materiale dei processi di pensiero. Invece non è affatto così, non è in quest'ottica che viene presentato, bensì lo spirito è preso in considerazione nei suoi rapporti con la società, nei suoi rapporti con l'educazione, compreso lo spirito nel senso più corrente del termine, come nella locuzione: &lt;i&gt;avere spirito&lt;/i&gt;. E attraverso questa esposizione apparentemente eclettica, ricca di riferimenti eruditi, nutrita di aneddoti e citazioni, che vengono introdotte all'interno delle frasi quelle espressioni che attestano inequivocabilmente il materialismo di Helvétius. Se si considerano tali espressioni (e il modo in cui vengono introdotte) si può giungere alla conclusione che Helvétius sia ancora largamente inserito nella tradizione libertina. I suoi procedimenti di scrittura, i suoi metodi di dissimulazione, di insinuazione sono tipicamente libertini. Quindi, sotto molti aspetti (malgrado l'importanza e il talento, anzi il genio di Helvétius), abbiamo a che fare con un pensiero che è ancora dipendente da questa antica tradizione. D'altra parte vi sono certamente in Helvétius (sempre sotto questa forma tanto prolissa quanto originale), delle critiche estremamente accese contro il regime politico, contro il regime sociale della Francia del suo tempo, (ovvero dell&lt;b&gt;&lt;i&gt;'&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;Ancien régime&lt;/i&gt;), e quindi implicitamente egli ha anche una funzione negativamente rivoluzionaria. Resta inteso che l'opera di Helvétius, come quella di tutti i materialisti, nella misura in cui distrugge gli idoli o i pregiudizi, (o intacca le fondamenta della vecchia società) svolge per ciò stesso un ruolo rivoluzionario o pre-rivoluzionario. Ma in Helvétius non è presente alcun orientamento direttamente rivoluzionario, alcun appello alla rivoluzione, né alcuna ipotesi di una trasformazione rivoluzionaria della società. Helvétius è un uomo che fa ancora affidamento (come molti altri pensatori del suo tempo) su ciò che è stato chiamato, a torto o a ragione, il &lt;i&gt;dispotismo illuminato&lt;/i&gt;, fa affidamento in ogni caso sui grandi di questo mondo, sui potenti, sui governanti per far progredire la società. E infatti nella prefazione alla sua opera postuma &lt;i&gt;Sull'uomo&lt;/i&gt;, curiosamente egli dice: &lt;i&gt;"non c'è più niente da sperare in Francia&lt;/i&gt;". Siamo nel 1772, a meno di vent'anni dalla Rivoluzione ed Helvétius da parte sua non conta su nessuno in Francia e aggiunge "&lt;i&gt;Su chi potrebbe essere riposta la speranza?&lt;/i&gt;"(riassumo con parole simili) "&lt;i&gt;sull'Austria forse o sulla Russia, contando forse sull'imperatore Giuseppe II o sull'imperatrice Caterina, su quei paesi insomma, poiché non credo che sulla Francia possano essere riposte delle speranze&lt;/i&gt;". Il che evidentemente è proprio l'opposto di un orientamento rivoluzionario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;       &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;img src="http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&amp;amp;rnd=1327392250085&amp;amp;cid=it_rainet-it_0&amp;amp;ref=http%3A//www.emsf.rai.it/aforismi/afo_tema.asp&amp;amp;sr=sr1280x1024:cd24:lgit-IT:jey:cky:tz1:ctna:hpna" width="1" height="1" /&gt;        &lt;a name="links"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;hr style="margin-left: 0px; margin-right: 0px; height: 1px;" width="99%"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=503"&gt;Biografia di Olivier Bloch&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp?d=258"&gt;Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Aforismi dello stesso autore&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=24"&gt;Religione, rivoluzione e libertinismo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=319"&gt;Il Materialismo di Meslier e La Mettrie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=321"&gt;Materialismo e Rivoluzione francese&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7836581199307703772-5582999315031269523?l=pasquale-rosanova.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default/5582999315031269523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7836581199307703772/posts/default/5582999315031269523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pasquale-rosanova.blogspot.com/2012/01/helvetius-e-la-rivoluzione.html' title='Helvétius e la rivoluzione'/><author><name>Pasquale Rosanova</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14652066027361984823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_w5fS9-B1bes/STJu_IAncwI/AAAAAAAACZc/fG_ishTS09g/S220/Battesimo+029.jpg'/></author></entry></feed>
